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Ciociaria a secco

A) LA NOTIZIA

Il 2018 si è aperto con circa 1/3 di precipitazioni in meno (-29%) rispetto alla media storica con crolli del 50% nel centro Italia e del 45% nel mezzogiorno mentre nel Nord si è verificato un aumento del 5% anche grazie alle abbondanti nevicate.

È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria (Ucea) a gennaio che ha fatto scattare l’allarme siccità con situazioni preoccupanti come in Sicilia dove il Consiglio dei Ministri ha addirittura dichiarato lo stato di emergenza. Non mancano tuttavia le preoccupazioni anche per gli usi civili come a Palermo dove è stato dichiarato addirittura lo stato di emergenza idrica da parte del Governo.

L’andamento schizofrenico dell’inizio dell’anno è confermato anche dal caldo anomalo con le temperature massime che sono risultate di 3,3 gradi superiori alla media storica e che hanno provocato la fioritura anticipata delle piante da frutto. Una finta primavera che ha risvegliato gli alberi con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano di essere compromesse nel caso del possibile ritorno del freddo.


B) VERIFICA ALLA FONTE

Dati su scala nazionale
https://www.politicheagricole.it/flex/FixedPages/Common/miepfy700_Osservatorio.php/L/IT

Dati su scala provinciale (Frosinone)
https://www.politicheagricole.it/flex/FixedPages/Common/miepfy700_provincie.php/L/IT?name=00089&%20name1=12


C) LANCIO DI AGENZIA (su scala locale, dicembre 2017)

Siccità, è stato avviato l’iter per riconoscere l’eccezionalità dell’evento. La Regione Lazio, per le province di Frosinone e Latina, ha quantificato i danni in 57 milioni di euro (19.395.500 nei comuni pontini di Castelforte, Cisterna, Cori, Minturno, Ponza, Roccasecca dei Volsci, Ventotene e Fondi e 37.675.635 negli 88 comuni ciociari coinvolti nell’emergenza). L’iter amministrativo prevede che la proposta sia trasmessa al Ministero dell’agricoltura per il riconoscimento, con decreto, della eccezionalità dell’evento calamitoso.


D) NOTIZIA DI ARCHIVIO (Agosto 2017)

Il periodo della raccolta è finito. In Ciociaria si è prodotto pochissimo miele di acacia, mentre la perdita della varietà millefiori si attesta tra il 70, anche 80%. La battuta d’arresto risulta uniforme su tutto il territorio provinciale, dal nord al sud. La siccità ha inciso molto. La fioritura, già compromessa dalle gelate di aprile, è stata ulteriormente inibita dalle alte temperature che, ad esempio, non hanno favorito la comparsa di erbe spontanee come la mentuccia e il trifoglietto. La mancanza di cibo e di acqua sono la causa principale della moria di api che abbiamo avuto a Frosinone come nel resto del Paese. Cosa cambia per i consumatori? Il miele italiano, garantito, tracciato lungo la filiera, costerà di più. Oggi quello di acacia ora si vende all’ingrosso a 10, anche 12 euro al chilo. Al banco costerà almeno tra 15 e 16 euro, quando invece lo scorso anno un chilo si trovava sugli scaffali a 10 euro.


E) DICHIARAZIONI

Coldiretti nazionale (febbraio 2018)
«Si aggrava una situazione già compromessa con il 2017 che si è classificato in Italia come l’anno piu’ secco dal 1800 con precipitazioni inferiori del 31% la media storica. La mancanza di acqua si fa sentire soprattutto nelle campagne dove le piante da frutto in fase di rigonfiamento delle gemme o già fiorite per effetto del caldo hanno bisogno di acqua, ma in sofferenza c’è anche il frumento ed a rischio ci sono le semine ed i trapianti primaverili come il mais e gli ortaggi»

«La situazione è grave in tutta l’Isola dove le sementi non sono germinate con il rischio di un pesante impatto sulla raccolta di grano duro, mentre sulle piante la dimensione delle arance è diminuita con un calo dei prezzi di vendita, nonostante sia stato necessario ricorrere alle irrigazioni di soccorso. E anche gli ortaggi si irrigano come se fosse giugno. Gli allevatori stanno finendo le scorte di fieno e materie prime per l’alimentazione degli animali soprattutto nelle aree interne con effetti sulla raccolta del latte».

 

savone-vinicioVinicio Savone, presidente della Coldiretti di Frosinone (sull’avvio dell’iter per il riconoscimento di calamità naturale, dicembre 2017)
«Abbiamo vissuto un’estate drammatica, con un bilancio di perdite, di danni, coltivazioni distrutte, aziende costrette ad indebitarsi, per la pressoché totale compromissione del reddito previsto e per l’aggravio dei costi derivati dall’irrigazione di emergenza, con l’attivazione di prestiti e mutui per poter reggere all’urto e scongiurare la chiusura. Questa notizia è un bel regalo di Natale. Una boccata di ossigeno quanto mai vitale per il sistema agricolo e una iniezione di fiducia per gli imprenditori locali».

«Siamo di fronte alla conferma i cambiamenti climatici in atto che si stanno manifestando in Italia con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che lo scorso anno ha subito perdite record per 2 miliardi di euro con effetti sull’occupazione e sul carrello della spesa degli italiani».

 

 

F) LA SCHEDA DEL CNR SUL CLIMA NEL 2017

Con novembre si conclude l’anno meteorologico 2017 (dicembre 2016-novembre 2017). Dal punto di vista termometrico il 2017 ha fatto registrare, per l’Italia, un’anomalia di +1.3°C al di sopra della media del periodo di riferimento convenzionale 1971-2000, chiudendo come il quarto più caldo dal 1800 ad oggi, pari merito agli anni 2001, 2007 e 2016. Più caldi del 2017 sono stati solo il 2003 (con un’anomalia di +1.36°C), il 2014 (+1.38°C rispetto alla media) e il 2015 che resta l’anno più caldo di sempre con i suoi +1.43°C al di sopra della media del periodo di riferimento.

Inverno +0.48 21-esimo
Primavera +1.90 seconda
Estate +2.48 seconda
Autunno +0.30 50-esimo

Più significativa è risultata l’anomalia pluviometrica del 2017, che verrà sicuramente ricordato per la pesante siccità che lo ha caratterizzato. A partire dal mese di dicembre del 2016 (primo mese dell’anno meteorologico 2017) si sono susseguiti mesi quasi sempre in perdita: fatta eccezione per i mesi di gennaio, settembre e novembre, tutti gli altri hanno fatto registrare un segno negativo, quasi sempre con deficit di oltre il 30% e, in ben sei mesi, di oltre il 50%. A conti fatti, gli accumuli annuali a fine 2017 sono risultati essere di oltre il 30% inferiori alla media del periodo di riferimento 1971-2000, etichettando quest’anno come il più secco dal 1800 ad oggi. Per trovare un anno simile bisogna andare indietro al 1945, anche in quell’anno ci furono 9 mesi su 12 pesantemente sotto media (il deficit fu -29%, quindi leggermente inferiore).

Queste le anomalie dei singoli mesi e delle singole stagioni di quest’anno meteorologico:

Inverno -21% 41-esimo
Primavera -48% terza
Estate -61% quarta
Autunno -20% 39-esimo

FONTE: https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-7807/isac-cnr-2017-anno-piu-secco-degli-ultimi-due-secoli


G) UNA SINTESI DAL CORRIERE DELLA SERA

Il 2017 è stato in Italia l’anno con la peggiore siccità da quanto esistono misurazioni accurate, cioè dal 1800 a oggi. Lo rivela l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) analizzando le serie storiche delle banche dati, dalle quali emerge che eccetto i mesi di gennaio, settembre e novembre, tutti gli altri sono sempre rimasti sotto la media delle precipitazioni del 30%, e per sei mesi su dodici di ben il 50%.

Pioggia: 30% in meno
Dal punto di vista meteorologico l’anno va dal 1° dicembre al 30 novembre, partendo da quello che viene considerato l’inizio della stagione invernale. Dicembre fa parte quindi dell’anno meteorologico seguente. Considerando la media delle precipitazioni del periodo di riferimento 1971-2000, il 2017 ha avuto una mancanza di pioggia totale pari al 30% . Per trovare un anno con una siccità paragonabile occorre risalire al 1945, quando però il discostamento dalla media pluviometrica risultò del 29%.

Estate arida
Entrando nei particolari, agosto e ottobre sono risultati i mesi più secchi: il primo con un calo delle piogge dell’82% (il quarto più secco dal 1800), il secondo con una mancanza di precipitazioni del 79% (il secondo più arido in 217 anni). In dettaglio: nello scorso inverno c’è stato il 21% in meno di pioggia, primavera -48%, estate -61% e autunno -20%.

Temperature
Anche dal punto di vista delle temperature il 2017 ha fatto registrare numeri record. In Italia c’è stata un’anomalia di +1,3 gradi sulla media di riferimento, posizionando l’anno al quarto posto tra i più caldi dal 1800. Più caldi di quest’anno ci sono stati solo il 2015 (+1,43 °C), il 2014 (+1,38 °C) e il 2003 (+1,36 °C). Lo scostamento maggiore rispetto alla media si è registrato in giugno (+3,22 °C), il secondo mese di giugno più caldo di sempre. Solamente gennaio e settembre sono stati sotto la media.

http://www.corriere.it/ambiente/17_dicembre_04/2017-italia-anno-piu-secco-ultimi-due-secoli-9118eac6-d90a-11e7-a3a8-44c429ca235a.shtml


H) UN INTERESSANTE APPROFONDIMENTO SU AGRICOLTURA E CLIMA

http://www.qualenergia.it/articoli/20180206-quali-impatti-l-italia-agricoltura-con-il-clima-del-futuro-

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