Smog a Frosinone

Smog, la Ciociaria sotto assedio

La notizia

Lotta alle polveri sottili: il sindaco di Frosinone ha emesso un’ordinanza che prevede lo stop per le auto diesel fino a euro 3 nell’anello urbano del capoluogo. Le limitazioni al traffico scatteranno il primo febbraio e saranno in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30.

Le dichiarazioni

Il sindaco di Frosinone

nicola-ottaviani-sindaco-di-frosinone“Eravamo in attesa di novità legislative in materia di mobilità alternativa e sostenibile e dell’entità delle risorse di cui avremmo potuto disporre, non sono arrivate e, quindi, siamo stati costretti a ottemperare al Piano regionale che prevede, appunto, il blocco dei veicoli a gasolio”.

“Crediamo che le limitazioni al traffico del provvedimento regionale, così come le targhe alterne, siano misure parziali, poco lungimiranti e certamente non risolutive del problema inquinamento”, sottolinea il sindaco, “ma la direttiva regionale andava applicata. Fermo restando che servirebbe un pacchetto di misure integrate: dagli incentivi all’auto elettrica come prevede la stessa direttiva, alla mobilità ciclabile, al trasporto pubblico locale che, tra l’altro, nella nostra città è tutto composto da veicoli Euro 5 ed Euro 6, a metano ed elettrici”.

Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone

Tratte da: https://www.lautomobile.aci.it/articoli/2019/01/31/frosinone-blocca-diesel-euro-3.html
L’esponente dell’associazione ambientalista

“I PUMS offrono un’occasione unica alle città: potrebbero essere l’occasione per pianificare l’uscita dalla mobilità inquinante e fossile; un’occasione per promuovere soprattutto una mobilità, sia pubblica che privata, attiva (piedi e bici) e con mezzi a zero emissioni (dalla micromobilità all’autobus e l’elettrico). Una nuova mobilità quindi, che ci permetterebbe di ridurre drasticamente il numero totale di veicoli in circolazione e di liberare vaste aree di città, per esempio le aree di parcheggio, che potrebbero essere destinati ad altri usi, facendo divenire lo spazio urbano un “bene comune”, come sostenuto nel PUMS di Milano, da amministrare per tutte le funzioni della vita urbana”.

Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente

 

Il dossier

https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/malaria2019_dossier.pdf

La fonte primaria

http://www.arpalazio.net/main/aria/sci/qa/misure/PM10.php

 

Un servizio del Tg di Perté

 

La situazione a Cassino

Pm10 “illegali”, nessuna tregua. I superamenti rilevati dall’Arpa Lazio fanno riferimento, al 27 gennaio (ieri), a 17 giorni di sforamento: dunque, nel mese di gennaio i dati sulla concentrazione di polveri sottili non sarebbero affatto rassicuranti.

Certo, sempre meglio del mese di dicembre – le rilevazioni del 29 dicembre scorso, lo ricordiamo, confermavano uno sforamento superiore tre volte il limite consentito con 160 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria – ma il trend non è dei migliori. E Cassino rischia di aggiudicarsi ancora un posto tra le città del Lazio più inquinate.Ma il sindaco D’Alessandro precisa: «Sono cinque giorni che le rilevazioni sono entro la norma. Riducendo al massimo la temperatura dei riscaldamenti nelle attività pubbliche di nostra competenza e il tempo di attivazione al minimo, un decremento c’è stato. E continueremo nei controlli già in atto per accertare che questa disposizione venga rispettata: purtroppo sono i riscaldamenti a incidere in maniera sostanziale perché, altrimenti, come già ho detto non si spiegherebbe un decremento sensibile nei mesi caldi con lo stesso traffico e la stessa densità demografica».

Poi ha aggiunto: «D’altro canto, siamo una delle poche città che presenta questo problema in questa parte dell’anno: in molte altre realtà il problema – che tale è – si registra tutti i mesi. Un dato che un po’ ci conforta è quello legato alle Pm2,5: le ultrafini, molto pericolose, sono sempre sotto il “tetto 18″. Il limite è fissato a 25. Possiamo dire che né nel 2017 né nel 2018 abbiamo dovuto fare i conti con le nanoparticelle. Certo, per le Pm10 l’allerta resta alta. E i controlli pure»

Un articolo di supporto

Corriere della Sera

Smog a Frosinone, medici di famiglia: polveri sottili ancora troppo alte

Da mesi l’associazione stila report analitici ogni dieci giorni, elabora grafici e confronta i tempi di esposizione

di Antonio Mariozzi

I livelli di smog a Frosinone continuano a preoccupare con punte anche di gran lunga superiori ai limiti consentiti. L’associazione dei medici di famiglia per l’ambiente, impegnata nella lotta all’inquinamento dell’aria, ha rilevato che lo scorso dicembre nella parte bassa del capoluogo c’è stato un numero di ore per oltre l’80% con Pm superiori alla soglia massima rispetto al 52% nella zona alta.

Emergenza nella parte bassa del capoluogo

La media mensile è stata di 50 microgrammi/m3 nel centro storico e di quasi il triplo (120 mcg/m3) nell’area dello Scalo. Da mesi l’associazione stila report analitici ogni dieci giorni, elabora grafici e confronta i tempi di esposizione. Studi che riguardano i singoli quartieri, orari, periodi temporali e incidenza delle patologie. Dati e indicazioni che vengono poi consegnati alla commissione Ambiente del Comune. Un lavoro complesso per contribuire, con soluzioni mirate, almeno ad attenuare l’emergenza smog, che nel 2018 ha fatto registrare 82 «sforamenti» di Pm10, più del doppio rispetto al limite massimo di 35 l’anno ma inferiore agli anni precedenti. Nell’ultimo periodo l’amministrazione cittadina ha attuato diversi provvedimenti per ridurre lo smog, con domeniche ecologiche e limitazioni al traffico. Dallo scorso 12 novembre sono scattate le targhe alterne (il lunedì circolano i veicoli con targa dispari e il venerdì quelli con targa pari), che resteranno in vigore fino al 29 marzo.

Picchi di Pm superiori anche sette volte i limiti

Con l’utilizzo del sistema Ancler si può conoscere, in qualsiasi momento, il livello delle polveri sottili e le variazioni di Pm10, Pm 2,5 e Pm1. I medici di famiglia per l’ambiente hanno riscontrato, tra le varie zone, differenze significative con picchi di sforamento superiori di 5-7 volte i limiti ammessi e di oltre 10-15 rispetto ai valori raccomandati dall’organizzazione mondiale della sanità (Oms). Nelle ore serale a Frosinone si registrano i livelli più alti di smog e la differenza di concentrazioni tra la zona bassa e quella alta si attesta anche oltre il triplo. «I bambini e le persone anziane o malate – spiegano dall’associazione medici di famiglia per l’ambiente – devono evitare i luoghi dove le Pm sono alte. Così come, in questi casi, è da evitare l’attività sportiva. La conoscenza più accurata possibile del fenomeno è fondamentale per la ricerca di soluzioni idonee e per attuare strategie efficaci, ma soprattutto per limitare i danni alla salute».

A Roma netta riduzione negli ultimi sette anni

I medici di famiglia per l’ambiente, infine, rimarcano la netta riduzione di Pm10 a Roma negli ultimi sette anni, con un decremento più marcato rispetto alla provincia di Frosinone «che non solo non ha mostrato un miglioramento apprezzabile, ma ha anche evidenziato un progressivo incremento delle Pm2,5, quelle più pericolose e dannose».

13 gennaio 2019 | 19:36

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